TRIONFO DI TRADIZIONE E SAPORE A SAN COSTANZO: 219ª SAGRA DELLA POLENTA, UN RITO CHE SI RINNOVA

TRIONFO DI TRADIZIONE E SAPORE A SAN COSTANZO: 219ª SAGRA DELLA POLENTA, UN RITO CHE SI RINNOVA

SAN COSTANZO (PU) – C’era una volta, e c’è ancora. Sotto l’egida della torre campanaria e delle possenti mura malatestiane, San Costanzo, con la presenza della sua presidentessa Gabriella Uguccioni, ha celebrato ieri la 219esima edizione della sua storica Sagra della Polenta, riconfermandosi come la regina indiscussa delle feste marchigiane . Un appuntamento che segna la fine dell’inverno e che, come da tradizione secolare, ha trasformato il centro storico in un crogiolo di profumi, suoni e sapori antichi

Fin da mezzogiorno, il paese si è animato con la Passeggiata Naturalistica e l’apertura delle prevendite, ma è stato nel pomeriggio che la festa ha sprigionato tutta la sua magia. I Mastri Polentari, depositari di una ricetta gelosamente custodita e tramandata di generazione in generazione, hanno acceso i fuochi nelle caratteristiche “fornacelle” per preparare le migliaia di razioni di polenta che hanno deliziato i palati dei visitatori .

La leggenda narra che la festa affondi le radici nel Settecento, quando i carrettieri del luogo, mascherati e in allegria, giravano per le campagne a raccogliere ingredienti per imbandire una grande tavolata popolare in segno di ringraziamento per l’arrivo della primavera . Oggi, quella tradizione rivive con la stessa autenticità: la polenta, cotta nei tradizionali “cotti” di rame, viene offerta condita con il saporito ragù dei Mastri Carrettieri, ma anche con merluzzo, mortadella o aringa, per accontentare ogni gusto .

L’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, da sempre in prima linea per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, ha voluto essere rappresentata a San Costanzo dal delegato regionale, Pietro Maniscalco .

Maniscalco, accolto dagli organizzatori e dalla comunità locale, ha potuto toccare con mano l’eccellenza organizzativa e la profonda radice storica dell’evento. La sua visita sottolinea l’importanza che l’UNPLI riconosce a manifestazioni come questa, veri e propri presidi di identità territoriale e motori economici per i piccoli centri. “Le sagre costituiscono il nostro punto di riferimento per la promozione e la valorizzazione dei prodotti tipici locali”, ha recentemente dichiarato il presidente nazionale Antonino La Spina, parole che riecheggiano forte in una giornata come quella di San Costanzo.

Oltre alla polenta, la festa ha offerto un ricco programma di intrattenimento: dagli spettacoli di musica popolare ai mercatini degli hobbisti, passando per la “Bettola” con le sue dolci frittelle e il vin brulè. Un momento di particolare suggestione è stata la favola musicale “La Farfalla e La Lumaca” per i più piccoli, a dimostrazione di una sagra capace di parlare a tutte le generazioni .

Con il tramonto, San Costanzo ha salutato i suoi visitatori con il rombo del Moto giro dei Maudit e le note dei “The Perticars”, lasciando nel cuore di tutti la certezza di aver partecipato a qualcosa di unico: non una semplice festa, ma un frammento di storia marchigiana che, da 219 edizioni, continua a scriversi. Un patrimonio che, grazie all’occhio vigile di figure come Pietro Maniscalco e dell’UNPLI, è destinato a essere protetto e valorizzato per le generazioni future